BMI che cos’è: guida completa al calcolo dell’Indice di Massa Corporea

Cos’è il BMI? In molti iniziando un percorso di benessere si trovano di fronte a questo acronimo, chiedendosi cosa sia e a cosa serva. BMI deriva dall’inglese Body Mass Index, ovvero Indice di Massa Corporea, ed è un parametro utilizzato da decenni per una rapida classificazione del peso corporeo in base all’altezza. Questo indice fu introdotto dal matematico e statistico Adolphe Quetelet nel lontano 1832 durante i suoi studi antropometrici della crescita umana e da allora è diventato uno strumento di riferimento nel campo della medicina e della nutrizione.

Il BMI è un indice facile da calcolare, sono sufficienti i dati di peso e altezza del soggetto interessato, ma allo stesso tempo è molto importante poiché ha una relazione diretta con il dato di mortalità da tutte le cause: man mano che aumenta il BMI cresce anche il rischio di complicanze cardiovascolari. Tuttavia è un dato che non tiene conto della composizione corporea dell’individuo (massa grassa, massa magra, ecc..), quindi si può incorrere in casi di errata classificazione, ad esempio negli atleti o nei soggetti con statura fuori dalla media.

Per chi si chiede “BMI che cos’è e come si calcola?”, questa guida è un punto di partenza utile. Andiamo quindi ora ad analizzare meglio come si calcola il BNI, come interpretare al meglio il suo valore e in quali casi conviene invece affidarsi ad altri parametri.

 

Come si calcola il BMI

Quando si parla di BMI e come si calcola, si fa riferimento a un indice numerico ideato per valutare in modo rapido se il peso di una persona è adeguato alla sua altezza. La formula per calcolarlo è molto semplice:

BMI = peso (kg) / altezza² (m²)

Il valore risultante da questo rapporto può essere suddiviso in diversi range che vanno da una condizione di sottopeso, a quella di normopeso, fino al sovrappeso. Tendenzialmente un individuo il cui BMI si posiziona in una condizione di normopeso dovrebbe avere una buona distribuzione di massa magra e massa grassa, mentre chi si posiziona nel range di sovrappeso potrebbe avere un accumulo crescente di grassi, con conseguenti eccessivi carichi articolari, maggior lavoro cardiaco e uno stato di infiammazione sistemica. Questi sono tutti elementi che possono causare l’insorgenza di patologie metaboliche e cardiovascolari.
La condizione di sottopeso potrebbe invece essere legata a carenze muscolari, energetiche e di sostanze di riserva, che anche qui potrebbero portare a patologie di diverso tipo.

Come anticipato però il BMI si limita a valutare i dati di peso e altezza, oltretutto senza distinguere le fasce di età o il sesso del soggetto interessato. Si tratta quindi di una valutazione di massima e non di un dato predittivo dello stato di salute.

Ora non resta che dare uno sguardo alla tabella del BMI

La tabella del BMI

Per poter interpretare il dato dell’indice di massa corporea bisogna far riferimento alla tabella del BMI,  che colloca i valori in diverse fasce:

  • Meno di 16 – Grave magrezza
  • 16 – 16.99 – Magrezza moderata
  • 17 – 18.49 – Magrezza lieve
  • 18.5 – 24.99 – Normopeso
  • 25 – 29.99 – Sovrappeso
  • 30 – 34.99 – Obesità di primo grado
  • 35 – 39.99 – Obesità di secondo grado
  • Oltre 40 – Obesità di terzo grado

Questa tabella BMI è stata costruita su dati statistici e fornisce una prima indicazione dello stato corporeo di una persona. L’ideale sarebbe quindi avere un valore di BMI compreso tra 18,5 e 24,99, collocandosi nella fascia di normopeso; se dai calcoli il proprio BMI si trovasse in una delle altre fasce potremmo interpretare il dato come un primo campanello di allarme da non sottovalutare. Tuttavia, come accennato, l’indice di massa corporea non va preso come una verità assoluta: due persone con lo stesso BMI possono avere composizioni corporee completamente diverse.

Inoltre, l’utilizzo della tabella del BMI risulta particolarmente limitato negli anziani, nei bambini, nelle donne in gravidanza e negli sportivi. In questi casi, il rischio di interpretare male i dati è alto.

La tabella BMI resta utile per avere un’idea di massima, ma per decisioni cliniche o programmi di allenamento e alimentazione personalizzati è sempre preferibile integrare questi dati con analisi più sofisticate.

 

BMI – Quando il dato non è affidabile

Dopo aver definito il BMI che cos’è, è bene approfondire un ulteriore aspetto chiave. Come anticipato il BMI non è sempre affidabile, il caso più eclatante è sicuramente quello degli atleti con una muscolatura molto sviluppata: il peso dei muscoli viene erroneamente interpretato dal BMI come un eccesso di massa grassa invece che come una massa magra molto ben sviluppata e l’atleta viene così classificato come in sovrappeso.
Prendiamo un esempio eclatante come il campione NBA Lebron James, che a quarant’anni riesce ancora a competere ad altissimi livelli ed ha un fisico che fa invidia a molti atleti anche parecchio più giovani di lui: il suo peso è di 113kg per 2,06m di altezza. Applichiamo ora la formula per il BMI check:

BMI = 113 / 2,06² = 26,63

Riportando il dato nella tabella del BMI, Lebron James risulterebbe in sovrappeso! Invece molto probabilmente la sua percentuale di massa grassa è addirittura al di sotto della norma. Un chiaro esempio di come a volte il BMI non evidenzi la realtà oggettiva.

All’opposto rispetto agli atleti abbiamo i cosiddetti “falsi magri”, persone con una muscolatura particolarmente ridotta a discapito di un livello di massa grassa al di sopra della norma. Questi soggetti avrebbero valori di BMI inferiore a 25, ma la loro composizione corporea non sarebbe comunque ottimale.

Altri errori possono essere riscontrati anche con soggetti di statura particolarmente elevata o particolarmente ridotta: nei primi il rischio è spesso di indicarli come in sovrappeso anche se la massa grassa è in realtà nella norma, nei secondi invece viene spesso sottostimata la massa grassa, quindi soggetti in sovrappeso sarebbero facilmente indicati come normopeso.

 

Alternative al BMI per il monitoraggio corporeo

Quindi cosa facciamo con questo dato del BMI? E’ davvero affidabile o dobbiamo starne alla larga?
La risposta sta nel mezzo: il BMI è un buon punto di partenza per iniziare a conoscere il proprio corpo e farsi un’idea di massima su dove ci collochiamo come range di peso (sottopeso, normopeso o sovrappeso), ma rimane comunque un dato non predittivo e incompleto, perché non tiene in considerazione la nostra composizione corporea. Un semplice BMI check può essere utile, ma da solo non basta.

Come possiamo quindi conoscere meglio il nostro corpo?
Oggi abbiamo la possibilità, tramite bilance impedenziometriche alla portata di tutti, di avere sotto mano moltissimi dati relativi alla nostra composizione corporea, come ad esempio:

  • Percentuale di massa grassa
  • Massa muscolare
  • Grasso viscerale
  • Acqua corporea
  • Massa ossea
  • Tasso metabolico basale

Affiancando tutti questi dati al calcolo del BMI possiamo avere un quadro generale più completo del nostro corpo ed essere certi di non incorrere nei possibili errori dell’indice di massa corporea menzionati nel paragrafo precedente.

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